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27 maggio. Ore 18.00
Discorso di Alessandra Giudici alla comunità degli immigrati:
«Con voi siamo una realtà più ricca, multietnica e multiculturale»
Il rischio di banalizzare una questione tanto seria e complessa come il “fenomeno immigrazione” è sempre alto. L’impresa di scongiurare questo pericolo pur sintetizzando al massimo l’argomento è riuscita all’architetto e scrittore svizzero Max Frisch con una frase estremamente significativa e attuale, per quanto sia stata scritta ormai 45 anni fa. A proposito di immigrazione, Frisch sosteneva infatti: «Volevamo braccia, sono arrivate persone».
Il fatto che anche nel nostro territorio si siano sviluppati processi migratori di seconda generazione ha trasformato il fenomeno, l’ha privato di quel carattere di provvisorietà che gli è stato erroneamente e ingiustamente attribuito per quasi vent’anni. Questo fatto c’impone, finalmente, di guardarci in faccia per scoprire che siamo notevolmente cambiati. Attraverso processi di integrazione ancora molto lenti e farraginosi, attraverso percorsi di accettazione della diversità ancora molto precari e instabili, siamo finalmente entrati nell’ordine di idee di essere cambiati, di non essere più una piccola comunità stanziale che assiste a flussi migratori in transito, ma di essere diventati una comunità multietnica, multiculturale e multireligiosa.
Sono arrivate persone, e sono arrivate per rimanerci. Partecipano alla vita sociale, economica e culturale. Fanno parte della comunità, e la loro presenza impone la realizzazione di concrete ed efficaci politiche di integrazione. Come ci raccontano le loro storie, è questo il percorso che si è intrapreso in questi anni, ma la strada da fare è sicuramente di più di quella già fatta. Definire gli immigrati “il futuro in mezzo a noi” – come già hanno fatto numerosi studiosi che analizzano il fenomeno a livello nazionale – è un invito chiaro ad accettare la sfida della trasformazione della nostra società e operare insieme per costruire nuovi modelli di coesione sociale e di identità culturale.
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27 maggio. Ore 13.00
Alessandra Giudici incontra gli operatori del mercato civico di Sassari:
«La difesa del lavoro e un progetto di sviluppo per far ripartire l’economia»
«Per favorire la ripresa dei consumi e il rilancio dei settori commerciali più tipici occorre ridare slancio all’economia attraverso lo sviluppo di nuovi distretti produttivi». È la ricetta proposta da Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, agli operatori del mercato civico di Sassari, tra via Mercato, viale Umberto e corso Trinità. «Ma prima di tutto occorre difendere l’occupazione e battersi contro chiunque favorisca, per negligenza o per volontà, la continua emorragia di posti di lavoro di cui è vittima il Nord Ovest Sardegna», è la requisitoria di Alessandra Giudici contro il governo Berlusconi e la giunta Cappellacci, citati in giudizio come «i veri responsabili dell’aggravarsi di una crisi che ha certamente origini lontane e connotazioni globali, ma che qui ha trovato terreno fertile». Per due motivi molto semplici, ripete Alessandra Giudici tra i banchi dei pescivendoli, dei macellai e dei fruttivendoli che non nascondono la loro preoccupazione per una situazione che li sta costringendo ai salti mortali. «Di fronte alle difficoltà, il governo si è fatto trovare impreparato in materia di politiche economiche e industriali, mentre la Regione ha rivelato tutta la sua inadeguatezza lavorando per una Sardegna cagliaricentrica, trascurando il resto dell’isola e il Nord Ovest in particolare», accusa Alessandra Giudici, che guardando al futuro vuole comunque vedere positivo. «Una realtà come il mercato civico può essere il simbolo di una ripresa basata sulle nostre eccellenze, a iniziare dalla zootecnia, la pesca, l’agricoltura e l’enologia – conclude Alessandra Giudici – è il progetto al quale abbiamo lavorato e per il quale vogliamo continuare a lavorare, convinti che questo territorio abbia tutte le carte in regola per risollevarsi con le sue forze».
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27 maggio. Ore 9.00
Artisti e mondo delle associazioni nell’ex Questura per chiedere spazio
Alessandra Giudici: «Pronti a confrontarci su progetti concreti e realizzabili»
«Uno spazio aperto dedicato all’arte intesa come ogni manifestazione creativa del pensiero individuale e collettivo: è quello che vogliamo fare del Masedu, l’abbiamo già detto in questi cinque anni e lo ribadiamo ora che l’ex saponificio di via Pascoli è pronto per essere restituito alla città e al territorio». Così Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, incontrando il gruppo che nel tardo pomeriggio di ieri ha fatto ingresso nei locali dell’ex Questura, in corso Gio Maria Angioy, per sollevare il problema della «cronica mancanza di spazi pubblici attrezzati a disposizione di artisti, gruppi teatrali e musicali e di chi si impegna nell’associazionismo e nel volontariato», come hanno detto ieri, durante l’incontro col presidente della Provincia in carica.
Raccogliendo l’invito formulato a tutti gli amministratori pubblici e a tutte le forze politiche per un confronto sull’utilizzo degli spazi e sulla loro gestione, Alessandra Giudici ha ribadito la propria disponibilità «a discutere con chiunque abbia progetti, proposte o idee che possano contribuire alla crescita sociale, culturale ed economica di questo territorio, anche rispetto alla destinazione degli spazi pubblici e alla loro fruizione». Il limite, ovviamente, è che «nessuno può chiedere alle amministrazioni locali quello che non possono fare», precisa Alessandra Giudici, secondo la quale «per capire se le idee che volete sviluppare potranno essere accolte, occorre che le trasformiate in progetti su cui poterci confrontare in maniera più concreta».
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26 maggio. Ore 15.00
Alessandra Giudici visita Alghero e critica la teoria del “governo amico”:
«Basta vedere cosa hanno fatto qui per la sanità e per l’industria turistica»
«Parlano di governo amico, ma sono gli stessi che qui, dove il sindaco è amico loro, hanno abbandonato la sanità e hanno trasformato l’aeroporto “Riviera del corallo” da capitale del low cost a piccolo scalo stagionale, mettendo in crisi un settore importante come quello turistico». Così Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, dopo una giornata ad Alghero dedicata al confronto coi cittadini. «Chiedano alla gente se davvero pensa che il fatto che chi governa a Roma, a Cagliari e Alghero sia dello stesso partito abbia prodotto qualche vantaggio», è la sfida lanciata da Alessandra Giudici.
Tra i banchi del mercatino di viale Europa, in tanti si sono fermati a parlare con lei. Tema principale la sanità, con l’ospedale a pochi metri. «Nessuno spera più che quello nuovo sorga in tempi celeri, ma tutti chiedono che gli operatori vengano messi nelle condizioni di garantire i necessari servizi – spiega Alessandra Giudici – se “Striscia la notizia” è diventata ospite abituale di questo ospedale, la colpa non è di chi la dirige o la amministra, né dei medici o del personale». Carenza di organico, assenza di spazi, mancanza di condizioni dignitose per farsi curare e di figure specialistiche per cui bisogna rivolgersi altrove. «Questo denunciano i cittadini, ai quali interessa solo che chi governa si assuma le responsabilità del ruolo che ricopre, altro che governo amico».
Visitando il centro e parlando con chi ci vive e lavora, l’estate sembra ancora lontana. «Gli anni scorsi questo numero di turisti ce l’avevamo in febbraio, non alla vigilia dell’alta stagione», è il commento di esercenti e commercianti. Il calo di turisti è percepito da tutti, «ma era abbastanza prevedibile, visto che Cagliari si è portata via Ryanair», è la lamentela diffusa. Alessandra Giudici condivide. «L’aeroporto è condizione essenziale per uno sviluppo possibile – dice – è stato trasformato in un piccolo aeroporto stagionale a causa dell’incapacità della Regione, che ha scatenato una guerra tra i diversi scali sardi e ha fatto prevalere logiche cagliaricentriche». Anche in questo caso, evidentemente, «avere un governo amico non ha portato nulla di buono».
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26 maggio. Ore 10.00
Le terme finalmente riaprono, ieri la presentazione a Santa Maria Coghinas
Alessandra Giudici: «Una grande opportunità di sviluppo per tutto il territorio»
«Abbiamo completato tutti i lavori e siamo pronti a partire, perciò ci sembrava giusto tagliare questo traguardo insieme all’attuale amministrazione provinciale, che ha messo in moto il processo grazie al quale le terme di Casteldoria, finalmente, possono aprire». Parola di Bachisio Falconi, imprenditore del settore alberghiero e socio dell’associazione temporanea di imprese che gestirà i due impianti dai quali è composto il centro termale, uno in territorio di Santa Maria Coghinas e l’altro in territorio di Viddalba. Falconi ha chiuso così, ieri sera, il convegno organizzato dalla società di gestione di cui fa parte anche Giovanni Maria Sanna, medico, esperto di riabilitazione termale e responsabile di una società che opera proprio in questo campo. Poi un po’ di numeri. «Saremo operativi tra venti giorni – ha affermato Falconi – e daremo subito quaranta posti di lavoro tra personale della struttura e medici convenzionati». I posti letto sono 46, «ma siamo già all’opera per raddoppiarli in breve tempo». Già nelle attuali condizioni ricettive, comunque, «siamo in grado di gestire 500 inalazioni, 500 bagni termali e 1040 fanghi al giorno – ha aggiunto l’imprenditore – oltre al centro fitness di Viddalba».
Tanta la curiosità suscitata nel territorio da quelle porte che si riaprono dopo vent’anni. Tra chi non sperava di assistere mai più a questo evento e chi ancora aspetta con legittimo scetticismo la fase operativa, la palestra che ospitava il convegno si è riempita in un amen. Durante il convegno in tanti hanno visitato la struttura per rendersi conto di persona di quale spreco si sia resa responsabile per vent’anni «la cattiva amministrazione che non ha saputo o non ha voluto rischiare ed è rimasta senza fare niente, lasciando che una straordinaria risorsa come questa si trasformasse da occasione di sviluppo economico, occupazionale, turistico e sociale in un’incompiuta, un’opportunità sprecata – ha commentato Alessandra Giudici – la nostra amministrazione ha compiuto il percorso inverso e siamo felici di aver tagliato il nastro, mettendo la firma su un progetto per il quale ci siamo spesi tanto».
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25 maggio. Ore 12.00
Alessandra Giudici a a Coldiretti:
«Siamo pronti a valutare l’opportunità di acquisto assieme al Comune di Sassari un mattatoio mobile»
«Continueremo a sostenere il comparto agricolo, zootecnico, enologico ed enogastronomico del nostro territorio perchè crediamo che si tratti di un settore fondamentale per lo sviluppo e economico, occupazionale, turistico e culturale del Nord Ovest Sardegna». Non solo. «Siamo pronti a valutare l’opportunità, da voi prospettata, di acquisto assieme al Comune di Sassari un mattatoio mobile, così da risolvere in breve tempo i problemi sollevati dagli operatori del settore». Sono gli impegni assunti da Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione del centro sinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, durante un incontro con gli “stati generali” della Coldiretti di Sassari.
«Il nostro impegno per il rilancio del settore proseguirà attraverso l’abbattimento delle barriere che separano il comparto da un pieno sviluppo, a partire da infrastrutture e trasporto delle merci», ha poi spiegato Alessandra Giudici davanti a una nutrita platea di agricoltori, allevatori, viticultori produttori enogastronomici. «Alla vostra attività abbiamo sempre attribuito e continuiamo ad attribuire un fondamentale valore economico e occupazionale – ha detto agli operatori delle campagne – ma per noi il vostro lavoro ha un plusvalore di natura sociale e culturale, dato che si tratta di attività produttive “storiche”, fortemente legate alle vocazioni naturali del Nord Ovest Sardegna». Ma per sostenere lo sviluppo della realtà agro-pastorale «serve anche una burocrazia più snella, e noi abbiamo intrapreso la strada della semplificazione amministrativa per l’ottenimento e il rinnovo dei permessi – ha concluso Alessandra Giudici – attraverso la formazione e l’inserimento in organico di nuove professionalità siamo perfettamente in grado di rispondere alle esigenze delle imprese».
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25 maggio. Ore 11.30
Alessandra Giudici in difesa dei pastori del Meilogu, danneggiati dagli incendi:
«La Regione si era impegnata a far sospendere controlli e sanzioni, stia ai patti»
«La Regione rispetti gli impegni presi con gli allevatori del Meilogu, ai quali aveva assicurato la sospensione della legge che vieta il pascolo nei terreni colpiti dagli incendi». Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia, punta il dito contro Cagliari. Lo fa al termine di numerosi confronti con i pastori che oltre al danno ora devono subire la più assurda delle beffe. «L’anno scorso il nostro territorio è stato devastato dagli incendi, dove dovremmo far pascolare i nostri capi?», si è sentita chiedere Alessandra Giudici ieri sera, per l’ennesima volta in pochi giorni, mentre incontrava gli abitanti di Banari. Per la legge vige un divieto di 10 anni per caccia e pascolo nei terreni boschivi o semiboschivi colpiti dagli incendi. «Questa restrizione interessa il 75percento del Meilogu – lamentano gli allevatori – tolti i centri abitati non resta nulla». Per superare il problema occorre «la sospensione della legge per motivi di eccezionale gravità – condividono gli amministratori locali – e l’assessore dell’Agricoltura, Andrea Prato, aveva preso l’impegno di chiedere al Governo un provvedimento in tal senso». Ma niente, la legge è in vigore «e dobbiamo registrare nelle ultime settimane l’intensificarsi dei controlli della Forestale, di cui non abbiamo notizie in altre aree della Sardegna», protestano i pastori da Thiesi, Bonnanaro, Torralba, Siligo e in tutto il Meilogu. Addirittura, «alcuni di noi subiscono controlli quotidiani, e ogni giorno si vedono rifilare sanzioni pecuniarie da 6mila euro», dicono indignati.
Ieri gli agricoltori hanno occupato l’Agenzia regionale per il sostegno all’agricoltura, in viale Adua, protestando per il mancato pagamento degli indennizzi previsti per la violenta tromba d’aria che due anni fa aveva provocato danni ingenti a numerose aziende agricole. «Per essere ascoltati dalla Regione non basta avere diritti – come gli abitanti di altre parti della Sardegna – bisogna gridare, incatenarsi, occupare», riflette Alessandra Giudici, secondo la quale «le due vicende sono l’ennesima dimostrazione che a Cagliari, al di là di sporadiche manifestazioni di facciata, del destino del Nord Ovest Sardegna, di chi ci vive e ci lavora, non interessa a nessuno».
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24 maggio. Ore 18.30
Alessandra Giudici sostiene la protesta dei dirigenti medici del Ss.ma Annunziata:
«La giunta regionale deve tenere conto della necessità di garantire e tutelare i pazienti»
«Perseguire strategie e obiettivi che mettano al centro la persona, in una logica che deve essere prima di tutto quella del servizio». Così Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, a proposito della presa di posizione di questa mattina dei dirigenti medici dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari contro la possibilità che l’ospedale venga accorpato all’azienda ospedaliero-universitaria, creando «un polo da quasi mille posti letto che diventerebbe ingestibile», come hanno sostenuto.
Alessandra Giudici esprime solidarietà al personale medico e paramedico. «La giunta regionale ha dimostrato ancora una volta la sua incapacità ad ascoltare le esigenze di un territorio che versa già in grave difficoltà – afferma a chiare lettere – la nostra priorità rimane il paziente, siamo convinti che sia necessario investire in tecnologia e risorse umane: tutte le altre logiche non ci interessano». L’acquisto di macchinari per la diagnosi e l’avvio di un serio turnover «sono azioni non più rinviabili per migliorare la qualità del servizio e dell’assistenza offerti ai pazienti di questa struttura – aggiunge – evitando che le migliori professionalità del Nord Sardegna finiscano per emigrare altrove». Per queste ragioni, «mi aspetto dalla giunta regionale misure concrete per il sistema sanitario – conclude – l’accorpamento non può certamente essere la risposta».
24 maggio. Ore 17.30
Dedicato al rapporto tra Europa e Isola tra vincoli e opportunità
Ultimo appuntamento del seminario organizzato da europe direct
Sarà l’europarlamentare sardo Giommaria Uggias a concludere il ciclo di incontri dedicato all’Unione Europea, organizzato dallo Europe Direct della Provincia di Sassari, dall’Associazione Scienze Politiche e dalla Gioventù federalista europea. Il titolo del quarto e ultimo appuntamento è “La Sardegna e l’Unione europea: vincoli e opportunità”. Domani 25 maggio 2010 alle 16 nell’aula Magna dell’Università di Sassari ad aprire i lavori sarà Giovanni Cocco dell’Associazione Scienze Politiche. Previsti gli interventi del presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, di Giuseppe Usai del Movimento Federalista Europeo, di Mario Segni, Silvia Sanna e Paolo Fois dell’Università di Sassari. Concluderà i lavori il parlamentare europeo Giommaria Uggias.
Il seminario è stato articolato in quattro incontri volti a offrire un’approfondita conoscenza sulle principali tappe che l’Unione Europea ha compiuto fino a oggi, con l’obiettivo di stimolare la riflessione sulla nascente società europea e sui suoi valori alla luce dei profondi cambiamenti che l’Unione Europea ha sancito con il Trattato di Lisbona. L’appuntamento di domani consisterà in una tavola rotonda, un’occasione per confrontarsi sugli sviluppi concreti di crescita del territorio sardo nell’Unione Europea.
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24 maggio. Ore 15.30
Alessandra Giudici alla presentazione delle nuove terme di Casteldoria:
Domani pomeriggio l’incontro promosso dalla società che ne curerà la gestione
Prosegue la visita di Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come presidente della Provincia di Sassari, nel territorio provinciale. Domani sera parteciperà all’incontro promosso dall’associazione temporanea di imprese che, raccogliendo la sfida lanciata dall’attuale amministrazione provinciale, ha realizzato il progetto grazie al quale riaprono le terme di Casteldoria, simbolo per vent’anni di opportunità sprecate dal territorio sulla strada del rilancio economico, occupazionale e turistico. L’iniziativa di domani sarà l’occasione per Alessandra Giudici di mettere la firma su una delle sue principali scommesse: per l’apertura delle terme si è sempre spesa in prima persona, giudicandola una priorità del suo primo mandato.
«Questo evento ha un valore altamente simbolico, dato che siamo riusciti a fare quello che nessuno ha fatto per intere legislature, lasciando che una simile risorsa restasse inutilizzata – è la posizione di Alessandra Giudici – ma il suo primario valore è di estrema concretezza, visto che con l’apertura delle terme di Casteldoria si creano le condizioni per sviluppare, con la partecipazione dei soggetti pubblici e privati del territorio circostante, un sistema turistico in grado di connettere le colline dell’Anglona, le zone pianeggianti del Coghinas, e il tratto costiero, compresa Castelsardo».
Un esempio paradigmatico dello sviluppo «cha abbiamo in mente, per il quale abbiamo lavorato e su cui vogliamo continuare a scommettere – è la sfida di Alessandra Giudici – traendo ricchezza, materiale e non solo, dal territorio e dalle sue potenzialità». Risorse che per essere utilizzate necessitano «il ricorso alle conoscenze che il nostro sistema di istruzione e di ricerca, che va dalla scuola alla formazione professionale, dalla specializzazione universitaria alla ricerca applicata, è in grado di sviluppare», prosegue Alessandra Giudici. Altra condizione necessaria è «l’adeguamento delle condizioni infrastrutturali, a iniziare dall’ammodernamento del sistema viario che abbiamo progettato, finanziato e avviato». E infine, «c’è bisogno di sostenere con iniziative concrete il tessuto imprenditoriale, in modo da metterlo nelle condizioni di accettare le sfide che intendiamo proporre per favorire la rinascita del Nord Ovest Sardegna».
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24 maggio. Ore 11.30
Il ministero taglia le risorse del contratto d’area:
Alessandra Giudici «abbiamo chiesto quali norme e criteri lo consentano: non abbiamo ricevuto risposte, dobbiamo adire le vie legali»
«Contro l’ennesimo scippo da parte del Governo non resta che adire le vie legali». Il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, chiama in causa il Ministero dello Sviluppo Economico. Oggetto del contendere, i 40milioni di euro che la Provincia di Sassari era riuscita a ottenere attraverso la rimodulazione dei finanziamenti erogati per il Contratto d’Area di Sassari, Alghero e Porto Torres. «In un momento delicato come quello attuale, in cui il territorio si batte per difendersi da una crisi occupazionale senza precedenti, veniamo a sapere che di quei fondi, che erano nostri ed erano destinati proprio a incentivare nuova impresa e, soprattutto, nuova occupazione, ci toccherà una minima parte». Dalle comunicazioni piuttosto sintetiche e asettiche provenienti da Roma, risulterebbe che la cifra accordata al Nord Ovest Sardegna supera di poco i 2milioni di euro. «Vorremmo capire per quale motivo ci restituiscono il 5percento di quello che ci spetta, ma non abbiamo ricevuto alcuna spiegazione sui criteri o sulle norme che possono consentire una riduzione così drastica delle risorse di nostra competenza», commenta piuttosto rammaricata Alessandra Giudici.
«Abbiamo condotto un’azione corale, coinvolgendo tutti i soggetti che compongono il Comitato per l’Area di crisi – spiega – e ci siamo attivati per dimostrare in maniera analitica cosa il territorio intendesse fare di quei soldi, che nelle nostre intenzioni devono servire per favorire l’insediamento di nuovi distretti produttivi, come il distretto della nautica e il polo delle energie rinnovabili». Progetti che restano, beninteso, «e rispetto ai quali abbiamo già ricevuto l’apprezzamento e il sostegno, anche materiale, delle istituzioni comunitarie», precisa il presidente della Provincia. Da Roma, invece, «continuano ad arrivare solo segnali di disinteresse nei confronti di questo territorio – è l’accusa – ci abbandonano al nostro destino». E questo «è francamente inaccettabile, perciò abbiamo deciso di mettere tutto in mano agli avvocati».
Tra gli strumenti di programmazione negoziata attraverso cui lo Stato sostiene e incentiva l’economia, il Contratto d’area è quello cui viene attribuita la finalità specifica di recuperare, bonificare e riconvertire la produzione nelle aree industriali dismesse, attraverso la promozione di nuove attività produttive e la riqualificazione e rioccupazione del maggiore numero di lavoratori.
Nell’attuazione del primo e secondo protocollo aggiuntivo del Contratto d’Area di Sassari, Alghero e Porto Torres, risalenti alla fine degli anni Novanta, sono intervenute diverse rinunce e revoche delle agevolazioni concesse. Si sono così determinate economie pari a 40milioni di euro che Alessandra Giudici, in qualità di responsabile unico del Contratto d’Area, ha chiesto di poter rimodulare a vantaggio di nuovi settori produttivi. Il primo via libera è arrivato nel 2009, ma era vincolato a una serie di passaggi e di pareri che coinvolgevano il Ministero e la Regione. Assolto ogni obbligo, la Provincia di Sassari ha atteso l’ok definitivo, facendo affidamento su quelle preziose risorse che stavano per ritornare sul territorio. Nei giorni scorsi la doccia fredda e il silenzio. «Ci hanno concesso l’autorizzazione alla rimodulazione delle risorse, ma ci hanno tolto le risorse – insiste Alessandra Giudici – senza aver mai risposto alle nostre richieste, preventive, di conoscere le norme e i criteri seguiti per l’assegnazione delle risorse da rimodulare». A questo punto, «dovranno spiegarlo ai nostri legali».
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24 maggio. Ore 11.00
Finalmente aprono le terme di Casteldoria:
Domani la presentazione durante un convegno
«Ora le terme possono riaprire». È l’annuncio degli imprenditori dell’associazione temporanea di imprese che ha ottenuto, grazie al piano industriale presentato due anni fa, la concessione per la gestione delle terme di Casteldoria, di proprietà della Provincia di Sassari. Per celebrare un evento tanto importante e tanto atteso – dato che le terme sono chiuse praticamente da sempre e che per vent’anni hanno rappresentato un esempio di cattiva amministrazione, di opportunità sprecate e di mancato utilizzo delle risorse naturali di cui il territorio dispone per tracciare il percorso verso lo sviluppo economico, occupazionale e turistico – gli imprenditori che gestiranno le due strutture di cui il centro termale è composto, una nel territorio di Santa Maria Coghinas e l’altra nel territorio di Viddalba, hanno pensato a un incontro pubblico cui hanno aderito la Provincia di Sassari, i Comuni di Santa Maria Coghinas e di Viddalba e l’Università di Sassari.
L’appuntamento è per domani – 25 maggio 2010 – alle 18 nello stabilimento di Santa Maria Coghinas. A fare gli onori di casa sarà il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, la cui amministrazione ha finalmente messo la parola fine a un’odissea durata intere legislature. Oltre ai saluti dei sindaci Giovanna Oggianu e Tino Ara, sono previste tre relazioni. A parlare di “Termalismo e salute” sarà Giovanna Maria Sanna, medico, esperto di terapia termale e imprenditore: è responsabile della San Consulting, del gruppo di aziende che gestisce Casteldoria. Alessandro Maida, ex rettore dell’Università di Sassari, direttore dell’Istituto di Igiene, analizzerà gli “Aspetti igienico sanitari e crenoterapici delle acque di Casteldoria”. Chiuderà Attilio Mastino, storico e attuale rettore dell’Università di Sassari, con “Alle origini del termalismo in Sardegna”. Dei progetti e delle prospettive di Casteldoria parlerà più nel dettaglio Bachisio Falconi, proprietario della Hotel Taloro, altro socio della associazione temporanea di imprese. Le conclusioni saranno affidate ad Alessandra Giudici. Durante il congresso si potranno visitare gli impianti termali.
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21 maggio. Ore 11
Alessandra Giudici a Florinas:
“La realizzazione della strada di accesso a Florinas è un esempio concreto del nostro impegno per lo sviluppo del territorio e per l'occupazione"
"Questa Amministrazione ha avuto il coraggio di affrontare i problemi dei cittadini: la realizzazione della strada di accesso a Florinas è un esempio concreto del nostro impegno per lo sviluppo del territorio e per l'occupazione". Con queste parole Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, ha commentato a margine dell'incontro di ieri con i cittadini di Florinas e i candidati della coalizione al Consiglio provinciale per il collegio 27 che comprende anche Ploaghe, Osilo, Florinas, Codrongianos, Muros e Cargeghe.
"Abbiamo voluto dare risposte concrete al territorio e porre rimedio al ritardo decennale nella realizzazione di infrastrutture irrinunciabili per la crescita economica e turistica dell'area" ha continuato Alessandra Giudici.
Giovanna Sanna, sindaco di Florinas, ha sottolineato come i disagi per la realizzazione della strada rappresentino una condizione momentanea e facciano parte di un percorso che porterà al Paese miglioramenti dal punto di vista dello sviluppo economico, della viabilità e dell'accessibilità attesi da molti anni.
Alessandra Giudici ha infine illustrato i suoi progetti per lo sviluppo dell'area: "Vogliamo investire sulla valorizzazione delle produzioni tipiche e sul recupero dell'identità locale" e ha concluso "la realizzazione della strada costituisce una base concreta di partenza per il rilancio dell'economia del territorio e la difesa attiva dei posti di lavoro".
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21 maggio. Ore 11
Alessandra Giudici ad Alghero per parlare di lavoro e sviluppo:
“Le occasioni sprecate dalla giunta Tedde”
«Marco Tedde non può rinnegare sé stesso solo perché siamo in campagna elettorale e accusare la Provincia di non aver fatto nulla per il lavoro dopo aver sostenuto ogni mia iniziativa contro il governo Berlusconi e la giunta Cappellacci». Così Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come presidente della Provincia di Sassari, intervenendo alla conferenza stampa convocata stamattina ad Alghero dal Partito democratico per parlare di lavoro e per discutere delle «occasioni sprecate dalla giunta Tedde per lo sviluppo e l’occupazione ad Alghero», come ha definito il consigliere regionale ed esponente di spicco del Pd algherese, Mario Bruno, «l’elenco delle opportunità che il territorio non ha avuto per colpa dell’amministrazione comunale». Un elenco che, rincara il segretario regionale del Pd, Silvio Lai, «ci spinge a sostenere con forza che Marco Tedde, in fatto di politiche per il lavoro e lo sviluppo, non ha niente da insegnare a nessuno, tantomeno a questa amministrazione provinciale, che ha avviato un serio progetto per uno sviluppo duraturo».
Ribadendo con forza l’impegno messo in campo per difendere ogni singolo posto di lavoro, «che rappresenta da parte mia un impegno anche per il futuro», Alessandra Giudici ha illustrato i progetti avviati per consentire alla Provincia di Sassari di proseguire sulla via dello sviluppo e della ripresa occupazionale. «Abbiamo favorito l’incontro tra domanda e offerta attraverso il gran lavoro dei Centri servizi per l’impiego, che hanno sede anche ad Alghero, e attraverso Workey, la prima fiera del lavoro in Sardegna, che ha prodotto 600 posti di lavoro e che diversi Paesi europei ci copiano dopo che la Comunità Europea l’ha promossa come buon esempio di politica attiva del lavoro», dice il presidente della Provincia in carica. «Abbiamo colto le opportunità dei finanziamenti comunitari e nazionali, come nel caso del progetto Pari, attraverso cui abbiamo finanziato il reimpiego di 100 persone chi si erano trovate senza lavoro e ora hanno un’occupazione stabile», prosegue Alessandra Giudici, senza mancare di ricordare che «Cappellacci, a causa dell’immobilismo dell’assessorato regionale del Lavoro, si è fatto sfuggire l’opportunità di rifinanziare quel progetto anche per quest’anno».
Ma per creare lavoro occorre creare occasioni di sviluppo. «Abbiamo trovato le casse vuote e ci siamo attrezzati per riprogettare la viabilità». Ora i cantieri sono pronti a partire, «e oltre a ridisegnare la rete viaria provinciale, produrranno occupazione in un settore, quello dell’edilizia, che soffre la crisi anche a causa della mancata pianificazione comunale», afferma Alessandra Giudici, chiedendosi come mai «il sindaco Tedde si sia ricordato della necessità di un Puc proprio in questi giorni».
Finanziarie l’occupazione, dare al territorio infrastrutture adeguate, ma non solo. «Abbiamo investito su progetti che consentano lo sviluppo di nuovi settori, come il distretto della nautica o il polo delle energie rinnovabili – ricorda ancora il presidente della Provincia – non stiamo parlando di promesse ma di progetti e finanziamenti che ci sono, e li abbiamo creati noi». Per uno sviluppo possibile, però, mancano altre condizioni essenziali. «In un anno e mezzo l’aeroporto di Alghero, capitale mediterranea del low cost, è stato trasformato in un piccolo aeroporto commerciale a causa dell’incapacità della Regione, che ha scatenato una guerra tra i diversi scali sardi e ha fatto prevalere logiche cagliaricentriche – è l’accusa di Alessandra Giudici – Marco Tedde ha la colpa di aver favorito tutto questo, dando forza alle promesse mancate di Cappellacci, col quale è volato inutilmente a Dublino per un’operazione di pura facciata».
Gli esponenti del Partito democratico hanno poi completato l’elenco delle occasioni «che avrebbero potuto produrre mille posti di lavoro se il governo Tedde si fosse attivato», come accusa in maniera esplicita Silvio Lai. «Dal palazzo dei congressi alla Sassari-Alghero, dal rilancio del parco di Porto Conte al Piano di utilizzo dei litorali – dice il segretario regionale del partito – nulla è stato fatto dalla Regione, e dal Comune di Alghero non si è mai sollevata una voce». Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Bruno, che punta il dito sul fatto che «con l’asse Tedde-Cappellacci si è arenato il progetto per l’utilizzo turistico delle borgate e il trasferimento dei beni di Fertilia avviato da Soru». Per non parlare «della sanità, dell’ex cotonificio, del mancato sviluppo delle aree
agricole». Tutte occasioni sprecate. «Per noi viene prima il lavoro – chiosa Silvio Lai – per Marco Tedde, evidentemente, no». Lo pensa anche Angela Lobrano, consigliera comunale che di recente
ha abbandonato la maggioranza di Marco Tedde «perché non posso stare con chi non fa niente per risolvere il caso di 18 lavoratori socialmente utili che potrebbero essere stabilizzati senza alcun
costo per il Comune di Alghero, ma il sindaco continua a non attivarsi, al contrario di Alessandra Giudici, che ha stabilizzato tutti i lavoratori della Provincia che si trovavano nelle stesse condizioni».
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19 maggio. Ore 12.30
Alessandra Giudici promuove il progetto per il parco archeologico di Mara:
«Grande occasione per valorizzare il patrimonio in chiave turistica e occupazionale»
«La creazione del parco archeologico della Valle di Bonu Ighinu è l’occasione che questo territorio aspettava per avviare il processo di valorizzare del patrimonio paesaggistico in chiave turistica, così da rilanciare le legittime aspirazioni di Mara e dei centri circostanti di vivere da oggi una nuova fase di sviluppo economico, culturale e sociale». Ne è convinta Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, che questa mattina ha fatto tappa nel territorio del collegio 26, che comprende Bonorva, Cossoine, Mara, Pozzomaggiore, Semestene e Padria.
Intervenendo in qualità di presidente in carica alla cerimonia pubblica voluta dal sindaco di Mara, Angelo Sanna, per illustrare i dettagli dell’accordo siglato da Comune e Provincia per dare vita al progetto del parco archeologico, Alessandra Giudici ha sottolineato «la funzione sociale ed economica del progetto che abbiamo realizzato per la nascita del “Parco della valle”, per il positivo impatto che potrà avere anche in termini di ricadute occupazionali».
Auspicio condiviso anche dal sindaco Angelo Sanna, secondo cui «il processo avviato per la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico, artistico, architettonico, demografico, etnografico, antropologico e paesaggistico identifica nell’identità di questo territorio e della sua popolazione uno strumento di sviluppo culturale e di crescita economica».
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18 maggio. Ore 13.30
Alessandra Giudici incontra gli abitanti di Thiesi e visita le aziende:
«Difendiamo l’ospedale e ripartiamo dai settori produttivi tradizionali»
«Thiesi e il territorio non possono e non devono fare a meno degli ospedali di comunità». Così Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, incontrando stamattina i cittadini di Thiesi, che hanno espresso preoccupazione per il rischio di chiusura del presidio sanitario cittadino.
Riferendosi in particolare ai malati affetti da dsa (disturbi specifici dell’apprendimento) attualmente in cura a Thiesi, Alessandra Giudici ha sostenuto la necessità di «attivare convenzioni con i centri locali, evitando ai pazienti e alle famiglie inutili disagi e integrando l’offerta con ulteriori servizi specialistici, così da fornire un’assistenza basata sulle reali necessità del paziente».
Durante la visita di stamattina Alessandra Giudici ha visitato anche alcune aziende della filiera produttiva dell’agroalimentare, motore principale dell’economia locale. «Tali realtà rappresentano un’importante opportunità di crescita e occupazione, anche per i giovani, che non dovranno più essere costretti a lasciare il loro territorio per mancanza di occupazione – ha commentato Alessandra Giudici – attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e nuove conoscenze intendiamo proseguire sulla strada dello sviluppo di questo territorio a partire dalle sue risorse e dalle sue specificità».
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18 maggio. Ore 10.00
Alessandra Giudici sulla vicenda Vinyls-Ramco:
«Ora basta, il governo Berlusconi deve imporsi con Eni»
«Il governo Berlusconi ha mostrato molto chiaramente di non avere politiche industriali, ma almeno una cosa la deve fare: tenti una volte per tutte di imporsi con Eni, evitando di far scappare a gambe levate gli imprenditori intenzionati a risollevare le sorti della chimica italiana». Lo afferma Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari. «È evidente che la distanza tra Eni e Ramco è di natura economica – prosegue Alessandra Giudici – il governo faccia capire alla sua partecipata che è tempo di sacrifici per tutti, anche per il management e per le strategie aziendali, non solo per i lavoratori». E se sino a questo momento non l’ha fatto, «oltre che l’ennesima dimostrazione di disinteresse per il territorio, è un chiaro segnale di debolezza, e molti dovrebbero seguire l’esempio dell’ex ministro Scajola». A meno di non dover pensare «che il mago delle promesse stia preparando qualche nuovo trucco da esibire prima della fine del mese, anche se nessuno potrebbe più credergli». Perciò, «se c’è davvero qualche spiraglio per salvare la situazione e ridare speranza ai nostri lavoratori, ognuno faccia il proprio dovere senza tentennamenti né tatticismi elettorali».
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18 maggio. Ore 9.00
Alessandra Giudici incontra gli operatori artistici e culturali del territorio:
«Promuovere la cultura come valore identitario della comunità provinciale»
«L’ex fabbrica di saponi diventerà la fabbrica dell’arte, uno spazio in cui i giovani potranno sperimentare la cultura come valore identitario e non opzionale dell’individuo e della comunità provinciale». Così Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come Presidente della Provincia di Sassari, ha annunciato l’imminente apertura del Masedu, il vecchio saponificio di via Pascoli che dopo un intenso restyling è ora pronto ad aprire i battenti. La notizia nel corso del confronto di ieri sera con gli operatori artistici del territorio, al centro Kairos. Per Alessandra Giudici i risultati della sua amministrazione sono «il punto di partenza di un percorso che prosegue a partire dalle istanze poste dal mondo culturale, prima fra tutte quella di un confronto costante per la creazione di progetti a lunga durata».
Secondo Alessandra Giudici, «abbiamo attribuito identità a questo territorio». L’operazione ha interessato «la cultura popolare – ossia la cultura intangibile, immateriale e la tradizione orale – col recupero di un patrimonio che ci appartiene e che deve ispirare anche l’orizzonte di chi si occupa di arte e cultura contemporanea». Il rapporto tra arte contemporanea e identità locale ha ispirato anche altri progetti, come «l’idea di far interpretare ogni anno il senso dei “Candelieri” a un’artista emergente – prosegue – o gli eventi dedicati al tema del lavoro, che per noi è identitario».
Andrà avanti il Circuito provinciale dello spettacolo «per diffondere la cultura su tutto il territorio – aggiunge Alessandra Giudici – e formare alla cultura gli studenti delle scuole superiori».
Ultimo ma non ultimo il recupero degli spazi. «La creazione del Sistema museale artistico provinciale è l’ultimo tassello di un percorso che dovrà vedere protagonisti artisti e operatori», insiste Alessandra Giudici. Il Carmelo sarà lo spazio espositivo per eccellenza, «ma altri spazi dovranno sorgere in tutto il territorio provinciale, e penso all’anfiteatro di Molineddu o “Su Palatu” di Villanova Monteleone». E il Masedu, finalmente pronto, «sarà la casa di tutte le arti, con una gestione che ne faccia uno spazio aperto».
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17 maggio. Ore 12.00
Alessandra Giudici in visita al centro salesiano di San Giorgio:
«Insieme a voi per aiutare le fasce più deboli della popolazione provinciale»
«Intendiamo proseguire nel percorso avviato per un sistema dell’istruzione, della formazione e del lavoro che crei opportunità reali per le fasce più deboli e svantaggiate della popolazione provinciale». L’ha detto Alessandra Giudici, candidata dalla coalizione di centrosinistra alla riconferma come presidente della Provincia di Sassari, visitando questa mattina il centro salesiano di San Giorgio, a Sassari. Durante l’incontro con gli operatori, Alessandra Giudici ha visto sia la casa-famiglia “Il Sogno” che il centro psico-pedagogico del Cospes, il Centro di orientamento scolastico, professionale e sociale. Alessandra Giudici ha ringraziato il salesiano don Gaetano Galia, storico animatore del centro salesiano del Latte Dolce, per «il grande compito sociale svolto da tutti coloro che si impegnano nella comunità di San Giorgio per restituire ai più sfortunati il senso di una società più giusta, fondata sul valore della solidarietà». Da qui un impegno.
«La Provincia di Sassari sosterrà concretamente l’attivazione di percorsi di formazione specialistica, anche di livello universitario, delle figure necessarie a far fronte adeguatamente al compito che la comunità salesiana svolge per missione – ha concluso Alessandra Giudici – ma che anche la pubblica amministrazione deve saper interpretare al meglio proprio in nome di quei principi di giustizia ed equità sociale che la devono ispirare».
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17 maggio. Ore 10.00
Alessandra Giudici incontra i commercianti ambulanti di piazzale Segni:
«La difesa del lavoro e un progetto di sviluppo per far ripartire l’economia»
«I problemi del commercio sono figli di una crisi economica alla quale abbiamo risposto con la difesa dell’occupazione e continuiamo a rispondere con un serio progetto di sviluppo del tessuto produttivo».
Così Alessandra Giudici, candidata della coalizione di centrosinistra alla conferma come Presidente della Provincia, durante un confronto con gli operatori del commercio ambulante che si è tenuto questa mattina in piazzale Segni. Apprezzando la centralità data al tema del lavoro nel corso di questi anni, i commercianti hanno incassato con favore l’impegno di Alessandra Giudici per «una burocrazia sempre più snella e un’amministrazione attenta a sostenere, secondo le proprie competenze, un settore economico particolarmente vivace e dinamico». |
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